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lunedì 15 febbraio 2016
RETICONFCOMMERCIO - photogallery della premiazione
Oggi, 15 febbraio 2016, presso la sede di CONFCOMMERCIO in Corso Venezia 43 a Milano.
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mercoledì 23 dicembre 2015
RETAIL 2.0: NOI CONOSCIAMO IL TUO CLIENTE E TU?
Ricordate
il punto vendita tradizionale? Quello che si
approvvigionava a inizio stagione in base alle proprie previsioni di vendita e
promuoveva i prodotti in vetrina, che faceva magazzino sul retro per non rimanere
sprovvisto e non perdere vendite, inventariava muovendosi fra scaffali e
scatoloni, riassortiva, quando possibile, in base alla propria esperienza e
sensibilità e metteva in saldo a fine stagione gli articoli invenduti? Dimenticatelo.
La rivoluzione digitale sta cambiando tutto,
in tanti settori, in maniera radicale, ad una velocità impressionante. Aziende
che fino a pochi anni fa vantavano solide leadership di mercato, sono state
travolte da nuovi entranti, capaci di attivare innovativi modelli digitali,
"distruttivi" dell’esistente.
Un
esempio su tutti: Blockbuster,
leader globale nel settore dell’entertainment, che a metà anni novanta, solo
negli Stati Uniti, vantava quasi cinquemila negozi “fisici”, è stata in pochi
anni letteralmente spazzata via dal mercato, non avendo compreso il profondo
cambio di paradigma in corso, che rendeva il "noleggio
fisico" rapidamente obsoleto a fronte della più efficiente
"fruizione in streaming" di un dato contenuto.
Cosa che, invece, ha perfettamente capito Netflix, nata nel 1999, nel momento di massimo splendore di Blockbuster, e che oggi vanta nel mondo oltre cinquanta milioni di abbonati ai suoi servizi in streaming. La "digital disruption" letteralmente "distrugge" i "vecchi" modelli di business e al tempo stesso premia i nuovi "entranti digitali", permettendo la creazione di enorme valore in un battito d’ali.
Cosa che, invece, ha perfettamente capito Netflix, nata nel 1999, nel momento di massimo splendore di Blockbuster, e che oggi vanta nel mondo oltre cinquanta milioni di abbonati ai suoi servizi in streaming. La "digital disruption" letteralmente "distrugge" i "vecchi" modelli di business e al tempo stesso premia i nuovi "entranti digitali", permettendo la creazione di enorme valore in un battito d’ali.
Anche
qui un esempio su tutti: Mark Elliot Zuckerberg nel 2004 era un giovane
studente americano che muoveva i primi passi con la sua nota creatura sociale.
Oggi, il mercato riconosce a Facebook,
un valore prossimo ai duecento
miliardi di dollari, un dato davvero stratosferico, anche considerando
il ridotto tempo, dieci anni, nel quale si è prodotto. Analoga velocità di
cambiamento dobbiamo attenderci nei prossimi anni nel retail, settore, fino ad
oggi, solo parzialmente toccato da questo processo di "distruzione
digitale".
Nel
mondo del Retail è in atto un'evoluzione rapidissima, sulla spinta delle nuove
abitudini e aspettative del consumatore e di una crescente integrazione con i
canali online e mobile. Il punto vendita sta diventando sempre più una vetrina
multi canale, la punta visibile di un iceberg, il nodo di una rete in cui il
cliente è centrale e la domanda guida l'intero processo, richiedendo risposte
tempestive e fluide a tutta la supply chain.
Per
rimanere competitivi, soprattutto nei confronti dei canali di vendita on-line,
i retailer devono applicare un approccio analitico predittivo per meglio
comprendere il loro business e anticipare il comportamento del cliente.
Per anni il data mining è stato appannaggio di poche grandi aziende e di un limitato numero di specialisti di statistica e matematica.
Nel retail, il mito anni ‘90 di un marketing one to one, realizzabile grazie ai dati delle carte fedeltà, è stato largamente disatteso, soprattutto in Italia, da parte delle aziende e per la gran parte dei consumatori. Le loyalty card, diffusissime ormai in ogni settore del dettaglio, sono state utilizzate essenzialmente come raccoglitori elettronici di bollini e come veicolo per promozioni, comunque indifferenziate, sulla totalità dei possessori o su macro cluster di clienti definiti in base a variabili del retailer piuttosto che su abitudini di acquisto del cliente.
Per anni il data mining è stato appannaggio di poche grandi aziende e di un limitato numero di specialisti di statistica e matematica.
Nel retail, il mito anni ‘90 di un marketing one to one, realizzabile grazie ai dati delle carte fedeltà, è stato largamente disatteso, soprattutto in Italia, da parte delle aziende e per la gran parte dei consumatori. Le loyalty card, diffusissime ormai in ogni settore del dettaglio, sono state utilizzate essenzialmente come raccoglitori elettronici di bollini e come veicolo per promozioni, comunque indifferenziate, sulla totalità dei possessori o su macro cluster di clienti definiti in base a variabili del retailer piuttosto che su abitudini di acquisto del cliente.
Questa
volta il web e l’e-commerce, spesso nemici del commercio brick e mortar,
vengono in aiuto al retailer, rendendo possibile l’applicazione al commercio
fisico di modelli analitici predittivi costruiti per quello virtuale.
Soluzioni
tecnologiche a servizio del Retailer, proprio come BeHevo (www.behevo.com) in grado di identificare il Cliente
Unico mentre si muove su diversi touch points (desktop, smartphone, tablet,
app, negozio, …).
L’obiettivo è
quello di favorire e incrementare fidelizzazione e ingaggio dell’utente sui
diversi canali, riconoscendolo nello spostamento tra un mezzo e l’altro e tra
ambiente fisico e digitale, così da rendere uniche e personali le esperienze
del Cliente e, in prospettiva, poterne anticipare le esigenze.
Per mezzo di Behevo
il Retailer potrà offrire ai propri clienti un’esperienza d’acquisto davvero
unica per mezzo di logiche di prossimità, couponing, virtualizzazione delle
tessere, engagement sul punto fisico e sull’online, riuscendo così a migliorare
la propria offerta proponendo i prodotti e i servizi migliori nel momento e nel
contesto giusti.
mercoledì 16 dicembre 2015
Smart Factory: un nuovo modo di produrre
Lo sviluppo
tecnologico e la crescente maturità culturale verso l'utilizzo di smart devices
ha modificato il modo di pensare, progettare, realizzare i processi produttivi
e di supporto alla produzione e alla Industry 4.0.
Le fabbriche cambiano volto, sempre più smart e automatizzate, grazie all’internet delle cose, alle soluzioni cloud e Machine-to-Machine (M2M), alla sensoristica digitale applicata alla cyberfisica.
L'evoluzione digitale coinvolge trasversalmente i processi manifatturieri e di supporto, modificando le caratteristiche fisiche della fabbrica e di conseguenza l'organizzazione aziendale; trasformando sia i ruoli che le competenze delle figure professionali impiegate nell'ambito produttivo. Si può ormai cominciare a parlare di smart factory.
Le fabbriche cambiano volto, sempre più smart e automatizzate, grazie all’internet delle cose, alle soluzioni cloud e Machine-to-Machine (M2M), alla sensoristica digitale applicata alla cyberfisica.
L'evoluzione digitale coinvolge trasversalmente i processi manifatturieri e di supporto, modificando le caratteristiche fisiche della fabbrica e di conseguenza l'organizzazione aziendale; trasformando sia i ruoli che le competenze delle figure professionali impiegate nell'ambito produttivo. Si può ormai cominciare a parlare di smart factory.
Le caratteristiche della Industry 4.0 Smart Factory si possono riassumere in:
- Connessione: progressivo aumento delle connessioni tra strumenti e macchine della fabbrica. Questa capacità comprende la possibilità di raccolta e lo scambio di informazioni tra oggetti e la comunicazione con i sistemi informativi centrali e all’esterno alla fabbrica;
- Digitalizzazione: ripensamento dei processi fisici e logici, mediante il supporto di tecnologie digitali che permettono nuove potenzialità in termini di efficienza ed efficacia;
- Intelligence: capacità dei sistemi tecnologici di elaborare informazioni e fornire istruzioni a operatori o macchine sulla base della lettura e interpretazione dei parametri del processo.
Al World Economic Forum di Davos di quest’anno, la
cancelliera Angela Merkel ha
annunciato nuovi massicci investimenti nell’industria 4.0: “Dobbiamo sostenere la crescita dell’economia
a partire dall’utilizzo delle nuove tecnologie applicate al mondo della manifattura
e della produzione industriale”.
Gli obiettivi di questo nuovo
paradigma tecnologico ed economico sono molteplici: raggiungere l’efficienza energetica, ridurre
l’impatto ambientale (che ha un costo), ottimizzare le risorse disponibili (a
partire da quelle del territorio), rendere più veloci e flessibili i processi
produttivi, ridurre i costi, aumentare la produttività e la competitività,
introdurre l’innovazione tecnologica negli impianti.
Soluzioni ad alto contenuto
tecnologico che dovranno convergere in una strategia industriale orientata alla
fabbrica intelligente (smart factory),
quindi dotata di sistemi orientati alla cyberfisica, di infrastrutture
wireless, di tecnologie IoT e M2M,
di piattaforme per il cloud
computing e la Human
Machine Interface, di stampanti
3D, di robots, disensoristica digitale e molto
altro.
Un salto tecnologico piuttosto semplice per l’Europa, di per sé pronta per la smart factory, ma che necessità di una politica più coraggiosa e allo steso tempo attenta alle esigenze sociali e del mondo del lavoro, con una capacità di visione più ampia e una volontà generale (anche da parte delle imprese) di mettere a fattore comune esperienze, risorse e best practice. Realizzare ciò che per noi sono le Smart Community.
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giovedì 10 dicembre 2015
Clouding and Fogging: un paradigma che collega l’internet delle cose al internet delle persone, attraverso l’internet dei servizi.
Un capovolgimento di
paradigma. Il crescere della domanda porta con sé una crescita delle risorse
che aiutano a soddisfarla. Il progetto congiunto EU-Giappone, ClouT punta
proprio a calare l’applicazione di architetture Cloud e Fog al contesto delle
smart cities.
L’aumento di
prestazioni, di capacità e di connettività nei terminali, sempre più smart,
inizia a spostare il cloud da architettura sopra la rete ai suoi bordi (edges)
in quello che viene chiamato “Fog” (nebbia). Abbiamo esempi di Fog nella distribuzione di
contenuti da parte di SoftBank in Giappone in cui i Media Server
che SoftBank fornisce gratuitamente ai suoi clienti per memorizzare i film che
vengono scaricati dalla rete diventano parte della rete stessa e sono
utilizzati per accedere a contenuti da parte di altri clienti di SoftBank, o in
progetti di crowdsourcing 2.0 in cui l’elaborazione avviene ai bordi,
all’interno dei terminali.
Da notare inoltre
come inizino ad apparire le prime applicazioni che sfruttano il Fog, ad esempio
la possibilità di condividere fotografie scattate da più persone ad un evento,
per avere la foto migliore tra le centinaia scattate in contemporanea o quasi
da punti diversi o per combinare tra loro più foto per creare una visione d’insieme.
Una smart city deve promuovere l’integrazione e coinvolgere i cittadini
affinché questi (insieme ai loro
terminali –telefonini, autoveicoli, smart appliances in casa) diventino parte integrante della
infrastruttura della città.
Il progetto ClouT fornirà infrastrutture, servizi, strumenti e
applicazioni che saranno riutilizzate da diversi stakeholder, tra cui le
quattro municipalità che partecipano al progetto (Genova e Santander per
l’Europa, Fujisawa e Mitaka per il Giappone), dai cittadini, dagli sviluppatori
di servizi e dagli integratori di applicazioni. Sarà quindi possibile creare,
sviluppare e gestire applicazioni con al centro l’utente finale e trarre così
beneficio dai più recenti progressi nell’ambito dell’IoT e del cloud computing.
Fornire sistemi
di ricarica dei cellulari (e degli autoveicoli) aiuta in questa direzione così
come aiuta fornire una connettività gratuita per assicurare la cooperazione tra
le risorse dei cittadini. In questo modo la città può disporre di una capacità elaborativa,
di memorizzazione, e di “sensing” che va ben oltre quella che potrebbe fornire
un supercomputer e che richiederebbe enormi investimenti per renderla così
pervasiva.
È un importante
capovolgimento di paradigma: da smart city che fornisce infrastrutture per i
cittadini ad una infrastruttura formata dai cittadini e dalle loro risorse che
viene orchestrata e integrata a livello città creando un ambiente smart.
Una struttura
basata sul fog, inoltre, garantirebbe di disporre di una crescente capacità
proprio dove questa è più necessaria. Infatti dove esiste una domanda maggiore
data la maggiore densità di cittadini è anche dove esiste maggiore capacità
elaborativa, di memorizzazione e di comunicazione locale creata da smart
phones, smart cars, smart appliances.
Di nuovo si nota
un capovolgimento di paradigma. Il crescere della domanda porta con sé una
crescita delle risorse che aiutano a soddisfarla.
venerdì 4 dicembre 2015
Smart Factory: la fabbrica diventa sempre più intelligente, e l'uomo?
Il settore manifatturiero si sta avviando verso la
cosiddetta "Rivoluzione
Industriale 4.0", che vede l'applicazione delle più
avanzate innovazioni tecnologiche ai sistemi di produzione. Come saranno le fabbriche del futuro? E
che ruolo rivestiranno gli esseri umani in questi nuovi processi di produzione?
La cosiddetta quarta
rivoluzione industriale, o Smart Factory, si basa su impianti industriali
(macchine, sensori, software e dati) interconnessi fra loro. Il passaggio è
quello dalla fabbrica organizzata a quella autorganizzante. La connected
enterprise è in effetti un insieme di fattori: connectivity, data management,
system management, infrastructure, application management e connected objects.
Questi ultimi sono muniti di sensori che, attraverso SIM e rete, dialogano con
una piattaforma big data-ready e cloud-based (ma anche fog-ready, perché non
tutto può essere portato su cloud). La piattaforma implementa una miriade di
protocolli in modo da adattarsi ai diversi sensori. Essendo aperta ed interoperabile,
chiunque può svilupparci sopra nuove applicazioni verticali.
L’industria 4.0 si focalizzerà su una domanda personalizzata
(dalla produzione di massa alla customizzazione di massa) e reinventerà
l’intera catena del valore, dall’ingegnerizzazione del prodotto, al delivery,
fino al customer service. Avrà componenti di tipo USB-like, vale a dire che,
con l’aggiunta di un nuovo componente, l’intero sistema sarà in grado di
inglobarlo e riconfigurarsi di conseguenza. Sarà dunque una fabbrica evolutiva,
ed inoltre sostenibile da un punto di vista ambientale. Uno dei cardini chiave
del paradigma 4.0 è poi quello della human-robot interaction, che dovrà
avvenire in maniera collaborativa.
Industrie 4.0, in particolare, si fonda su cinque pilastri:
digitalizzazione, oggetti intelligenti, integrazione tra offline e online,
connettività modularizzata e manutenzione predittiva. Le tecnologie abilitanti
sono senz’altro l’IoT, inteso propriamente come Cyber Physical System, vale a
dire “sensorizzazione” degli impianti, la robotica ad elevata capacità
cognitiva e di auto-apprendimento, la raccolta e l’analisi dei dati acquisiti
dal layer fisico o estratti dai sistemi logistici e produttivi, la realtà
aumentata per interagire con la macchina, il cloud, inteso come accesso
diffuso, agevole e on demand alle risorse di produzione, la cybersecurity e
l’additive manufacturing (comparto che aggiunge ai tradizionali software di
progettazione le stampanti e gli scanner 3D).
Per non perdere competitività, le aziende, in particolare le
PMI, devono continuare a investire nella formazione delle proprie risorse
umane, nonché acquisire personale specializzato ove si presentano delle lacune,
a seconda delle funzionalità che si devono integrare/sfruttare nei prodotti. È
evidente che investimenti in tecnologia devono essere supportati da analoghi
investimenti in capitale umano, pena il rischio di non riuscire a capitalizzare
gli sforzi fatti.
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venerdì 27 novembre 2015
Vivere senza limitazioni: Tecnologie per l’autonomia
Quella che fino ad
alcuni anni fa poteva apparire semplicemente come una visione, oggi si presenta
come una possibile e concreta realtà: si assiste infatti alla nascita di una
società attiva e inclusiva, destinata a integrarsi
perfettamente con la tecnologia e a fruire dei vantaggi che questa
comporta.
E’ in questo contesto che si è svolto presso l’EURAC a
Bolzano un convegno internazionale, una giornata di sensibilizzazione
fortemente voluta dalla Cooperativa sociale independent
L. e organizzata in collaborazione con l’EURAC e la ripartizione Sanità della
Provincia Autonoma di Bolzano.
Il convegno si è aperto con lo slogan "Innovazione,
quali sono le nuove tecnologie a disposizione oggi e quali le tendenze per il
futuro?".
Con l’avvento e il progressivo diffondersi delle nuove tecnologie, che via via si sostituiscono alle tecnologie assistive “classiche” e che sono destinate a raggiungere rapidamente un numero sempre crescente di fruitori (basti pensare a titolo esemplificativo al progressivo invecchiamento della popolazione), il modello di vita si evolve dando la possibilità di comunicare, accedere alle informazioni e fruire di servizi non necessariamente progettati e realizzati “per tutti”.
In altre parole stiamo assistendo alla nascita di un mondo
sociale più esteso e diversificato, in cui si amplificano le potenzialità della
tecnologia in tutti gli ambiti di vita dell’uomo, dall’architettura
all’urbanistica, alla medicina, alla scuola e all’edilizia (per es. grazie
all’utilizzo di soluzioni e applicazioni domotiche).
Sono state trattate diffusamente tematiche quali l’aumento
della qualità della vita grazie all’impiego di tecnologie assistive e
presentate soluzioni già impiegate nel settore della domotica (per es. il
controllo ambientale) e nell’assistenza domiciliare.
Le tecnologie utilizzate per aumentare l’autonomia e il
benessere delle persone anziane null’altro sono che le ricadute pratiche
derivate da ricerca e sviluppo in settori anche molto distanti da quello della
disabilità.
Nel corso della prima giornata sono stati presentati infatti prototipi avanzati, realizzati da società di ricerca. I lavori sono proseguiti sviluppando il tema dell'architettura senza barriere, dei parchi giochi accessibili e dell’accesso alla cultura per tutti, illustrando nuovi concetti di architettura inclusiva e fruibile a tutti, come ad esempio il “Goletta Lilla”, una soluzione che consente la mappatura automatica delle barriere architettoniche presenti sul territorio, generando mappe con percorsi accessibili a persone con disabilità motorie. L’aumento del benessere e della qualità della vita non dipendono solo dalla tecnologia, ma anche dall'eliminazione delle barriere che rendono difficoltosa la mobilità.
martedì 1 settembre 2015
Tingiamo di Lilla i nostri territori!
Con Goletta Lilla rendiamo i Territori
aperti e percorribili a tutti.
Le
nostre città, spesso progettate in epoche storiche in cui vi era minor
attenzione verso i soggetti più deboli e
le persone con disabilità o mobilità ridotta, sono ancora oggi piene di
ostacoli (barriere architettoniche)
spesso insormontabili.
Le
difficoltà oggettive in cui si trovano i bilanci degli Enti Locali e la
mancanza di una aggiornata e continua mappatura dei territori, di una concreta
programmazione degli interventi da effettuare per rendere i territori aperti e
percorribili a tutti, fa si che le città, al di là delle belle parole ed intenzioni dei loro
amministratori, continuino ad essere poco “ospitali” verso chi ha delle
difficoltà motorie.
Go!Lilla è il cuore tecnologico di Goletta Lilla, una soluzione che consente la mappatura automatica
delle barriere architettoniche, una soluzione che permette di generare mappe
digitali di percorsi accessibili per persone con difficoltà motorie, con
l’obiettivo di favorirne la mobilità.
Poter
disporre di un servizio continuo di mappatura delle barriere architettoniche e
di indicazione dei migliori itinerari percorribili senza ostacoli per
raggiungere gli uffici pubblici di una città, ma anche luoghi di interesse
pubblico, sociale, turistico, culturale, commerciale attraverso l’utilizzo di applicazioni web sempre aggiornate e
funzionanti su smartphone e tablet, favorisce certamente gli spostamenti di
persone con qualsiasi tipo di disabilità motoria permanente o temporanea, ma
anche più semplicemente di un genitore con il passeggino .
Tutto
ciò è di grande aiuto per le persone più svantaggiate e rende un servizio di
grande valore alle nostre città facendole diventare sempre più delle smart
cities e contribuendo così a trasformarle concretamente in smart communities.
Inoltre
gli amministratori delle città potranno, sulla base dei rilievi effettuati utilizzando
Goletta Lilla sul territorio, programmare agevolmente interventi di
abbattimento delle barriere architettoniche, di messa in sicurezza e di
migliore accessibilità dei percorsi.
Per la mappatura viene utilizzato un Personal Transporter Ninebot dotato di una opportuna attrezzatura hardware e software di bordo in grado di registrare la qualità del percorso, quali: asperità del terreno, salite, discese, gradini, passaggi stretti, unitamente alla capacità di georeferenziare i dati raccolti e fotografare o filmare i punti critici del percorso in modo da documentarne oggettivamente la difficoltà. I dati così raccolti vengono immediatamente inviati ad un server ed elaborati
attraverso speciali algoritmi che consentono di effettuare una valutazione
della qualità dei percorsi e di stabilirne il grado di accessibilità colorando
l’itinerario di diversi colori: VERDE = tratto percorribile, GIALLO =
tratto percorribile con aiuto, ROSSO = tratto non percorribile,
inoltre segnalando e documentando di volta in volta le diverse tipologia di
difficoltà, laddove ve ne fossero, da superare.
Le
mappe così generate con Goletta Lilla
vengono messe a disposizione via web in modo che, chiunque ne abbia necessità,
le possa immediatamente consultare on line, prima e durante gli spostamenti,
fornendo così un aiuto di alto valore per muoversi sui territori e raggiungere
i luoghi desiderati.
Le
mappe verranno ulteriormente completate con altre importanti informazioni,
come: parcheggi con posti auto riservati ai portatori di handicap e loro
disponibilità, fermate mezzi pubblici con salita agevolata, inoltre negozi, ristoranti, centri culturali, stabilimenti balneari senza barriere architettoniche
Sono due anni che A10S iTech srl sta lavorando a questo progetto e le difficoltà maggiori incontrate, non sono state certamente quelle tecniche e tecnologiche, ma quelle di trovare finanziamenti che consentissero di coprire i costi per poter realizzare prima un prototipo, poi un servizio completo, infine trovare la disponibilità economica e la sensibilità sociale di Comuni che fossero veramente interessati, non solo a parole, a mettere Goletta Lilla tra le proposte per la promozione del loro territorio.
Finalmente ci siamo riusciti ed adesso il nostro prossimo obiettivo è quello di far conoscere e promuovere Goletta Lilla, di renderla sempre più completa di dati ed informazioni utili, di attrarre l’attenzione di Amministratori Locali e persone sensibili al problema sociale delle persone con difficoltà motorie o mobilità ridotta, cioè di cercare di “Tingere di Lilla” tutti i Territori, Città e Comuni italiani.
Finalmente ci siamo riusciti ed adesso il nostro prossimo obiettivo è quello di far conoscere e promuovere Goletta Lilla, di renderla sempre più completa di dati ed informazioni utili, di attrarre l’attenzione di Amministratori Locali e persone sensibili al problema sociale delle persone con difficoltà motorie o mobilità ridotta, cioè di cercare di “Tingere di Lilla” tutti i Territori, Città e Comuni italiani.
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domenica 30 agosto 2015
Seguici su OPEN INNOVATION!
E’ nata la Community
“The HUB of Innovation and
Technology for Smart Living”
A10S iTech srl, società capofila della
rete HUBIT, ha costituito sulla
piattaforma Open Innovation della Regione Lombardia http://www.openinnovation.regione.lombardia.it/admin/backend?state=successful
la
community: “The HUB of Innovation and
Technology for Smart Living”, che intende creare un luogo dove Imprese e
Start-up, Incubatori, Ricercatori, Professionisti, Associazioni, End User
possano condividere e discutere i crescenti progressi nelle metodologie e
tecnologie che permettono di realizzare l'interconnessione d'innumerevoli oggetti
intelligenti e creare soluzioni innovative e complete, come ad esempio nei
settori della Home Automation e dell’IoT.
Uno
spazio di confronto e di innovazione per lo sviluppo e la realizzazione di
soluzioni integrate e sicure, che creino comfort e garantiscano la privacy dei
principali ambienti: casa, lavoro, scuola, tempo libero in cui si vive la
maggior parte della vita. Dove consentire un utilizzo intelligente
dell’ambiente ed il risparmio energetico, aiutare chi si trovi in condizione di
maggiore difficoltà (disabilità e riabilitazione, prevenzione) a mantenere la
propria autonomia, senza rinunciare a sicurezza, protezione ed assistenza.
La tematica proposta rientra pienamente
nell’argomento delle smart cities e nei temi di sviluppo indicati nella delibera
X / 3336 del 27/03/2015 avente oggetto “Lettura in Chiave smart cities &
communities dei programmi di lavoro ricerca e innovazione delle Aree di
specializzazione della strategia di specializzazione intelligente – S3 di
Regione Lombardia di cui alla DGR x/2472/2014”. In modo particolare è riferita
alla tematica SCC1 – Smart Living.
Per
centrare questo obiettivo, la community svilupperà azioni ed iniziative con lo
scopo di attivare un sistema virtuoso capace di creare gruppi di discussione,
di condivisione della conoscenza, di studi, ricerche, soluzioni su automazione,
illuminazione, comunicazione, risparmio energetico, sicurezza, benessere e
invecchiamento attivo, disabilità e riabilitazione, prevenzione.
A10S iTech mantiene vivo il suo ruolo
di stimolo verso l’innovazione e verso il “buon uso delle tecnologie digitali”
anche partecipando attivamente a una serie di tavoli territoriali in cui si sta
cercando di definire le linee guida da cui potrebbero generarsi le future
strategie rivolte a migliorare la qualità della vita nelle future Smart Cities
e nelle Smart Communities:
- PROGETTO BERGAMO 2.035: Tavolo Bergamo Tecnologica
- CONFINDUSTRIA BERGAMO: Commissione Innovazione
- ASSINTEL : Gruppo di Lavoro Innovazione nel retail.
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giovedì 29 gennaio 2015
UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PER LE P.A. LOMBARDE
Un'opportunità da cogliere per promuovere e valorizzare il territorio.
E015 è lo strumento che consente di far parlare tra loro sistemi informatici di attori pubblici e privati che operano sul territorio in molteplici settori: trasporti, accoglienza, turismo, cultura, spettacolo.....
Con E015 imprese, enti pubblici, associazioni e imprenditori potranno fare sistema, creare nuove relazioni e collaborare, proponendo soluzioni innovative per visitatori e cittadini anche in vista di Expo 2015, ma non solo.
Per usufruire al meglio dell’opportunità offerta da E015 Digital Ecosystem, Ascom mette a disposizione di pubbliche amministrazioni e operatori del terziario un servizio che permette di aprire canali digitali tematici per diffondere informazioni e dati utili al cliente finale .
Il servizio
Il servizio realizzato da Ascom permette, attraverso la dotazione di un login e di una password, di accedere ad un portale su cui caricare tutti i dati e tutte le informazioni utili per valorizzare e promuovere ogni singola realtà territoriale e imprenditoriale. I dati possono essere caricati dall’utente manualmente o automaticamente partendo da fogli excel. Nel caso in cui i dati fossero già disponibili dai data base dei propri siti web viene attivata una connessione ad hoc, con un piccolo costo una tantum.
Con il servizio di Ascom tutti i soggetti E015 parlano un linguaggio comune, scambiandosi reciprocamente e di continuo e con reciproco vantaggio informazioni, dati, funzionalità. L’obiettivo finale è quello di abilitare i territori a creare nuove applicazioni, arricchire i propri siti web, le proprie app, le proprie soluzioni software, grazie ai dati messi a disposizione dai canali E015.
Tutti i dati disponibili sui nuovi canali E015, generati attraverso il servizio di Ascom, sono subito fruibili attraverso un'applicazione in realtà aumentata e georeferenziata che permette al cittadino e al visitatore di scoprire, man mano che si addentra sul territorio della provincia di Bergamo, tutti gli eventi, i punti di interesse, le attività commerciali, le promozioni offerte.
Questi i 5 canali tematici:
Eventi del territorio
€ 200 + IVA/annuali
Per ogni comune
Punti d’interesse
€ 200 + IVA/annuali
Per ogni comune
Itinerari turistici
€ 200 + IVA/annuali
Per ogni comune
Attività commerciali
€ 10 + IVA/una-tantum per l'inserimento nel canale delle attività commerciali
Per ogni esercizio commerciale
Promozioni commerciali
€ 100 + IVA/annuali
Per ogni esercizio commerciale
Sconto di € 20 per gli associati
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