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mercoledì 16 dicembre 2015

Smart Factory: un nuovo modo di produrre

Lo sviluppo tecnologico e la crescente maturità culturale verso l'utilizzo di smart devices ha modificato il modo di pensare, progettare, realizzare i processi produttivi e di supporto alla produzione e alla Industry 4.0.


Le fabbriche cambiano volto, sempre più smart e automatizzate, grazie all’internet delle cose, alle soluzioni cloud e Machine-to-Machine (M2M), alla sensoristica digitale applicata alla cyberfisica.
L'evoluzione digitale coinvolge trasversalmente i processi manifatturieri e di supporto, modificando le caratteristiche fisiche della fabbrica e di conseguenza l'organizzazione aziendale; trasformando sia i ruoli che le competenze delle figure professionali impiegate nell'ambito produttivo. Si può ormai cominciare a parlare di smart factory.

Le caratteristiche della Industry 4.0 Smart Factory si possono riassumere in:
  • Connessione: progressivo aumento delle connessioni tra strumenti e macchine della fabbrica. Questa capacità comprende la possibilità di raccolta e lo scambio di informazioni tra oggetti e la comunicazione con i sistemi informativi centrali e all’esterno alla fabbrica;
  • Digitalizzazione: ripensamento dei processi fisici e logici, mediante il supporto di tecnologie digitali che permettono nuove potenzialità in termini di efficienza ed efficacia; 
  • Intelligence: capacità dei sistemi tecnologici di elaborare informazioni e fornire istruzioni a operatori o macchine sulla base della lettura e interpretazione dei parametri del processo.


Al World Economic Forum di Davos di quest’anno, la cancelliera Angela Merkel ha annunciato nuovi massicci investimenti nell’industria 4.0: “Dobbiamo sostenere la crescita dell’economia a partire dall’utilizzo delle nuove tecnologie applicate al mondo della manifattura e della produzione industriale”.

Gli obiettivi di questo nuovo paradigma tecnologico ed economico sono molteplici: raggiungere l’efficienza energetica, ridurre l’impatto ambientale (che ha un costo), ottimizzare le risorse disponibili (a partire da quelle del territorio), rendere più veloci e flessibili i processi produttivi, ridurre i costi, aumentare la produttività e la competitività, introdurre l’innovazione tecnologica negli impianti.
 Soluzioni ad alto contenuto tecnologico che dovranno convergere in una strategia industriale orientata alla fabbrica intelligente (smart factory), quindi dotata di sistemi orientati alla cyberfisica, di infrastrutture wireless, di tecnologie IoT e M2M, di piattaforme per il cloud computing e la Human Machine Interface, di stampanti 3D, di robots, disensoristica digitale e molto altro.

Un salto tecnologico piuttosto semplice per l’Europa, di per sé pronta per la smart factory, ma che necessità di una politica più coraggiosa e allo steso tempo attenta alle esigenze sociali e del mondo del lavoro, con una capacità di visione più ampia e una volontà generale (anche da parte delle imprese) di mettere a fattore comune esperienze, risorse e best practice. Realizzare ciò che per noi sono le Smart Community.

giovedì 10 dicembre 2015

Clouding and Fogging: un paradigma che collega l’internet delle cose al internet delle persone, attraverso l’internet dei servizi.

Un capovolgimento di paradigma. Il crescere della domanda porta con sé una crescita delle risorse che aiutano a soddisfarla. Il progetto congiunto EU-Giappone, ClouT punta proprio a calare l’applicazione di architetture Cloud e Fog al contesto delle smart cities.

L’aumento di prestazioni, di capacità e di connettività nei terminali, sempre più smart, inizia a spostare il cloud da architettura sopra la rete ai suoi bordi (edges) in quello che viene chiamato “Fog” (nebbia). Abbiamo esempi di Fog nella distribuzione di contenuti da parte di SoftBank in Giappone in cui i Media Server che SoftBank fornisce gratuitamente ai suoi clienti per memorizzare i film che vengono scaricati dalla rete diventano parte della rete stessa e sono utilizzati per accedere a contenuti da parte di altri clienti di SoftBank, o in progetti di crowdsourcing 2.0 in cui l’elaborazione avviene ai bordi, all’interno dei terminali. 
Da notare inoltre come inizino ad apparire le prime applicazioni che sfruttano il Fog, ad esempio la possibilità di condividere fotografie scattate da più persone ad un evento, per avere la foto migliore tra le centinaia scattate in contemporanea o quasi da punti diversi o per combinare tra loro più foto per creare una visione d’insieme.
Una smart city deve promuovere l’integrazione e coinvolgere i cittadini affinché questi (insieme ai loro terminali –telefonini, autoveicoli, smart appliances in casa) diventino parte integrante della infrastruttura della città. 
Il progetto ClouT fornirà infrastrutture, servizi, strumenti e applicazioni che saranno riutilizzate da diversi stakeholder, tra cui le quattro municipalità che partecipano al progetto (Genova e Santander per l’Europa, Fujisawa e Mitaka per il Giappone), dai cittadini, dagli sviluppatori di servizi e dagli integratori di applicazioni. Sarà quindi possibile creare, sviluppare e gestire applicazioni con al centro l’utente finale e trarre così beneficio dai più recenti progressi nell’ambito dell’IoT e del cloud computing.
Fornire sistemi di ricarica dei cellulari (e degli autoveicoli) aiuta in questa direzione così come aiuta fornire una connettività gratuita per assicurare la cooperazione tra le risorse dei cittadini. In questo modo la città può disporre di una capacità elaborativa, di memorizzazione, e di “sensing” che va ben oltre quella che potrebbe fornire un supercomputer e che richiederebbe enormi investimenti per renderla così pervasiva.
È un importante capovolgimento di paradigma: da smart city che fornisce infrastrutture per i cittadini ad una infrastruttura formata dai cittadini e dalle loro risorse che viene orchestrata e integrata a livello città creando un ambiente smart.
Una struttura basata sul fog, inoltre, garantirebbe di disporre di una crescente capacità proprio dove questa è più necessaria. Infatti dove esiste una domanda maggiore data la maggiore densità di cittadini è anche dove esiste maggiore capacità elaborativa, di memorizzazione e di comunicazione locale creata da smart phones, smart cars, smart appliances.

Di nuovo si nota un capovolgimento di paradigma. Il crescere della domanda porta con sé una crescita delle risorse che aiutano a soddisfarla.

venerdì 4 dicembre 2015

Smart Factory: la fabbrica diventa sempre più intelligente, e l'uomo?

Il settore manifatturiero si sta avviando verso la cosiddetta "Rivoluzione Industriale  4.0", che vede l'applicazione delle più avanzate innovazioni tecnologiche ai sistemi di produzione. Come saranno le fabbriche del futuro? E che ruolo rivestiranno gli esseri umani in questi nuovi processi di produzione?

 La cosiddetta quarta rivoluzione industriale, o Smart Factory, si basa su impianti industriali (macchine, sensori, software e dati) interconnessi fra loro. Il passaggio è quello dalla fabbrica organizzata a quella autorganizzante. La connected enterprise è in effetti un insieme di fattori: connectivity, data management, system management, infrastructure, application management e connected objects. Questi ultimi sono muniti di sensori che, attraverso SIM e rete, dialogano con una piattaforma big data-ready e cloud-based (ma anche fog-ready, perché non tutto può essere portato su cloud). La piattaforma implementa una miriade di protocolli in modo da adattarsi ai diversi sensori. Essendo aperta ed interoperabile, chiunque può svilupparci sopra nuove applicazioni verticali.

L’industria 4.0 si focalizzerà su una domanda personalizzata (dalla produzione di massa alla customizzazione di massa) e reinventerà l’intera catena del valore, dall’ingegnerizzazione del prodotto, al delivery, fino al customer service. Avrà componenti di tipo USB-like, vale a dire che, con l’aggiunta di un nuovo componente, l’intero sistema sarà in grado di inglobarlo e riconfigurarsi di conseguenza. Sarà dunque una fabbrica evolutiva, ed inoltre sostenibile da un punto di vista ambientale. Uno dei cardini chiave del paradigma 4.0 è poi quello della human-robot interaction, che dovrà avvenire in maniera collaborativa.

Industrie 4.0, in particolare, si fonda su cinque pilastri: digitalizzazione, oggetti intelligenti, integrazione tra offline e online, connettività modularizzata e manutenzione predittiva. Le tecnologie abilitanti sono senz’altro l’IoT, inteso propriamente come Cyber Physical System, vale a dire “sensorizzazione” degli impianti, la robotica ad elevata capacità cognitiva e di auto-apprendimento, la raccolta e l’analisi dei dati acquisiti dal layer fisico o estratti dai sistemi logistici e produttivi, la realtà aumentata per interagire con la macchina, il cloud, inteso come accesso diffuso, agevole e on demand alle risorse di produzione, la cybersecurity e l’additive manufacturing (comparto che aggiunge ai tradizionali software di progettazione le stampanti e gli scanner 3D).


Per non perdere competitività, le aziende, in particolare le PMI, devono continuare a investire nella formazione delle proprie risorse umane, nonché acquisire personale specializzato ove si presentano delle lacune, a seconda delle funzionalità che si devono integrare/sfruttare nei prodotti. È evidente che investimenti in tecnologia devono essere supportati da analoghi investimenti in capitale umano, pena il rischio di non riuscire a capitalizzare gli sforzi fatti.

lunedì 30 novembre 2015

Smart City: l’Internet of Things come può generare valore

Da un recente studio condotto dall'Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, emerge, come grazie ad un’adozione pervasiva del paradigma dell’IoT a livello di sistema paese, sarebbe possibile risparmiare complessivamente circa 4,2 miliardi di euro all'anno.

Il paradigma dell’Internet of Things (IoT), che rappresenta oggi uno dei principali fattori abilitanti, integrandosi al concetto di Smart City, ne migliora la gestione, la rende più vivibile e fornisce slancio alle attività economiche.

Lo scenario applicativo in Italia è variegato,  la maggior parte dei progetti avviati dai comuni intervistati, gravitano attorno a due temi principali:
1.Gestione della mobilità (58% dei comuni)
2. Illuminazione intelligente (52%).

Inoltre, un dato interessante emerso dalla ricerca riguarda le criticità e le difficoltà nella realizzazione di progetti, evidenziate dai comuni nella mancanza di risorse economiche e di competenze.
La selezione dei progetti IoT per la Smart City deve partire da una attenta analisi delle esigenze del territorio: emerge quindi ancora una volta l’importanza di dotare la PA delle giuste competenze, in modo da sviluppare quella sensibilità che può consentire di identificare le opportunità più adatte al proprio contesto.

Per superare l’empasse si ritiene quindi necessario lavorare su entrambi questi fronti, cercando di ottimizzare gli investimenti, definendo opportuni modelli di finanziamento e al contempo creando nella Pubblica Amministrazione le competenze adeguate per selezionare e gestire i progetti.

Ancora una volta ci troviamo a partire dal basso per avviare concrete soluzioni a livello territoriale. Un esempio pratico ci viene dal progetto Goletta Lilla e il suo slogan “Tingiamo di Lilla i nostri territori”.


Pensate anche voi che questa possa essere il percorso migliore per avviare un progetto paese valido e sostenibile?

mercoledì 18 novembre 2015

Invito ad aderire alla piattaforma Open Innovation della Regione Lombardia

L’importanza di partecipare per lo sviluppo di progetti innovativi in settori emergenti

La Regione Lombardia per supportare gli obiettivi di crescita economica e sociale del territorio ha ritenuto necessario promuovere “un ecosistema regionale dell’innovazione per condividere l’informazione e facilitare la messa in rete delle competenze in tutte le fasi del processo, dalla definizione e condivisione degli obiettivi strategici, alla realizzazione di progettualità concrete che contribuiscano a raggiungerli, alla valorizzazione e diffusione della conoscenza sui risultati ottenuti, perché vengano rimessi a sistema e alimentino in modo continuo il processo di crescita.”

La piattaforma Open Innovation ha i seguenti principi ispiratori:
-    Mette in rete persone e non organizzazioni;
-    Promuove progetti, non è (solo) un marketplace o una vetrina;
-    Prevede un accesso aperto e inclusivo e processi accompagnati;
-   Interfaccia altri servizi di supporto e altre iniziative per la promozione dell’Open         Innovation, non ne replica le funzioni;
-    E’ uno strumento flessibile ed aperto a nuove funzioni ed evoluzioni (es legge “Impresa Lombardia”, crowdfunding, ……)

A10S itech srl – Technology Brokerage Company –  capofila della rete HUBIT – The HUB of Innovation and Technology – ha prontamente partecipato con entusiasmo  a questa iniziativa ritenendola di grande interesse strategico per lo sviluppo di futuri progetti, come aveva già fatto anche in precedenza con l’eco sistema digitale E015, su cui ha sviluppato in collaborazione con Confcommercio Bergamo ed Assintel un servizio denominato “E015 for Smart Communities”, servizio che ha riscontrato l’interesse concreto di diverse decine di Comuni lombardi nell’ambito dei Distretti dell’Attrattività.

Nello stesso modo A10S itech srl credendo fortemente nell’aggregazione delle competenze di imprese e centri di ricerca, ritenendolo un fattore fondamentale per la realizzazione di progetti utili ed innovativi, ha aderito alla piattaforma Open Innovation della Regione Lombardia fornendo la propria partecipazione attiva allo sviluppo della piattaforma stessa, creando una propria community con la denominazione “The HUB of Innovation and Technology for Smart Living “, aprendo discussioni “L’Internet of Things uno strumento per migliorare gli Ambienti di Vita, a patto che … “, lanciando proposte “Community – The HUB of Innovation and Technology for Smart Living – per aprire le porte dell’Internet of Things e metterlo al servizio dei Cittadini e dei Consumatori“ e animandola con notizie.


L’invito che, attraverso questo blog ed i nostri social, mandiamo ai nostri partner, amici, follower è quello di aderire al più presto alla piattaforma Open Innovation, di fornire il proprio fattivo contributo alla crescita della comunità e di partecipare al progetto della piattaforma regionale dell'innovazione.

lunedì 16 novembre 2015

Vogliamo mettere la Persona al centro di un nuovo eco-sistema

Community: “The HUB of Innovation and Technology for Smart Living”
per aprire le porte dell’Internet of Things e metterlo al servizio
dei Cittadini e dei Consumatori

A10S itech srl - Technology Brokerage Company -  società capofila della rete di imprese HUBIT (The HUB of Innovation and Technology) ricerca possibili partner che abbiano sviluppato reali competenze nell’ambito dell’ IoT, un loro progetto che vorrebbero realizzare,  abbiano la nostra stessa visione , desiderino realmente confrontarsi e collaborare per aumentare la competitività ed aprirsi a nuove opportunità di mercato, credano nell’opportunità di adottare standard aperti e flessibili  per favorire la creazione di un vero ecosistema IoT 2.0 , per approfondire e sviluppare i seguenti aspetti:
- mettere la Persona al centro delle soluzioni che  permettano di migliorare concretamente la qualità di tutti gli Ambienti di Vita;
- andare verso lo sviluppo di un eco-sistema, dove si standardizzi e faciliti l’uso dei dispositivi e degli apparecchi nella massima sicurezza, a bassi costi;
- interpretare un nuovo modo dell’ utilizzo ed lo sviluppo di IoT che deve diventare materia disrupting;
- agevolare la sinergia e l’accesso a conoscenze, esperienze, nuove opportunità di mercato,  a capitali finanziari.

Partendo da questi obiettivi abbiamo creato una community “The HUB of Innovation and Technology for Smart Living” sulla piattaforma OPEN INNOVATION della Regione Lombardia http://www.openinnovation.regione.lombardia.it/it/home-page dove favorire l’incontro tra StartUppers ed esperti nel campo dell’innovazione e del digitale , Ricercatori, Professionisti ed Investitori, in queste possibili aree di sviluppo: 
  •     Healthcare
  •   Ambiente
  •   Sicurezza
  •   Risparmio Energetico
  •   Industry 4.0
  •   Proximity Marketing (Retail 2.0)

giovedì 4 dicembre 2014

AR & SMART FACTORY - L'Eco di Bergamo

(Da l'Eco di Bergamo del 4 dicembre 2014 - a proposito del nostro Convegno in Confindustria del 3 dicembre)

Prima relegate a mero servizio accessorio, ora anche per le aziende bergamasche l’assistenza,la manutenzione e la formazione sono diventate essenziali quanto la produzione stessa.
In un mondo sempre più veloce e in una situazione attuale in cui l’imperativo per le aziende è il risparmio di tempo e risorse, la tecnologia diventa la vera risposta.
Ieri nella sede di Confindustria Bergamo si è parlato di come la tecnologia della realtà aumentata possa essere utilizzata in ambito industriale. 
«Il mondo tecnologico sta cambiando in maniera rapidissima - spiega Gian Luigi Viscardi, presidente commissione innovazione Confindustria Bergamo - : nanotecnologie, tridimensionalità e realtà aumentata sono innovazioni che rivoluzioneranno il modo di fare produzione, manutenzione, progettazione a distanza. Non è fantascienza, non è uno scenario futuro a lungo termine, ma il presente prossimo.
L'utilizzo della realtà aumentata - ossia la possibilità di sovrapporre informazioni su immagini catturate attraverso una videocamera -  nasce  dall’ambito ludico (videogiochi e film) per poi diffondersi al campo turistico, medico, del design e della meccanica e finalmente in ambito industriale.
Lo  spiega bene Fabio  Zinesi, manager di GCode, azienda bergamasca tra le prime a sviluppare competenze sulla tecnologia della realtà aumentata: «Telesupporto, Formazione a distanza e manutenzione programmata sono gli ambiti nei quali è già utilizzata in ambito industriale e lo sarà sempre più in futuro. Tablet, occhiali che dotano l’utilizzatore di una visione integrata, gli stessi smartphone permettono ad esempio, di visionare un impianto, un macchinario a chilometri di distanza».

Gli smart glasses
A interessare i presenti, un centinaio di rappresentanti delle aziende bergamasche, sono stati però soprattutto gli smartglasses portati per l’occasione dallo specialista di Epson Italia sulle tecnologie indossabili, Giovanni Menegardo: «G]i occhiali permettono una nuova interfaccia tra uomo e macchina che le altre tecnologie non hanno. La possibilità, cioè di avere le mani libere e una visione che è perfettamente in asse con quella degli occhi. Sono più di 100 le aziende in Italia che già li usano e che sono soddisfatte.>>
«Non dobbiamo dimenticare aggiunge Sergio Cavalieri direttore Master in Manutenzione industriale de]l'Università di Bergamo - che non è possibile pensare di introdurre una tecnologia di questo tipo senza integrarla con una struttura già esistente>>.
(Gloria Vitali)



AR & SMART FACTORY - Corriere della Sera

(Dal Corriere della Sera del 4 dicembre 2014 - a seguito del nostro Convegno in Confindustria del 3 dicembre)

Nati per uso ludico, come i videogiochi o la visione di film, gli «smart glasses», gli occhiali intelligenti che «aumentano la realtà», arricchendola di contenuti informativi, stanno pian piano prendendo piede in campo turistico, commerciale (come con il «camerino virtuale per la prova di vestiti» e anche industriale. Pioniere nel settore è la GCode Srl di Grumello del Monte nata nel 2008 e che ora occupa 13 persone.
Nei mesi scorsi ha siglato un accordo con la Vitor Srl, startup nel settore turismo specializzata nella gestione di piccoli gruppi di turisti, per lo sviluppo di apparecchiature che dovrebbero avere la piena affermazione in occasione delle visite all'Expo. «Attraverso questi strumenti i turisti possono ricevere spiegazioni aggiuntive, mentre il responsabile del gruppo può avere un maggior controllo, ad esempio, ritrovare qualcuno che si è smarrito, avere informazioni in tempo reale o anche assistenza a distanza dal back office», spiega Fabio Zinesi, responsabile dei progetti di realtà aumentata di GCode, che collabora in questo campo con Epson. 

Ma si pensa a nuove applicazioni anche in campo aziendale, a partire dalle attività nella manutenzione, come illustrato ieri in un incontro a Confindustria. «Con il vantaggio di lasciare libere le mani per l'intervento, un tecnico può avere informazioni dirette o assistenza da remoto - dice Luca Sala, presidente della rete d'imprese Hubit (Hub Innovation & Technology), alla quale GCode ha aderito a luglio -. Ma pensiamo a sviluppi nelle comunicazioni macchina-utente, per monitoraggio e assistenza, e anche nella formazione e nel training a distanza».
(Stefano Ravaschio)



Link:


mercoledì 3 dicembre 2014

CONFINDUSTRIA BG - AUGMENTED REALITY & SMART FACTORY

IL NUOVO MODO DI FARE MANUTENZIONE E ASSISTENZA.
La nuova frontiera dei servizi di assistenza, troubleshooting, manutenzione e formazione. L'innovazione digitale garantisce un miglior livello di servizio a costi decisamente inferiori rispetto all'approccio tradizionale.
La realtà aumentata è stata finora utilizzata per scopi ludici o direttamente legata ad attività di marketing. Nuove soluzioni applicative ora ne consentono l’utilizzo nel campo dei servizi industriali. Si apre una nuova frontiera che consentirà alle imprese di aumentare il loro livello di servizio, abbattendo enormemente i tempi e i costi di intervento. L’utilizzo di questa nuova tecnologia è destinata a rivoluzionare il mondo dei servizi di manutenzione e di assistenza. Grazie alla realtà aumentata ed un paio di smart glasses il personale più esperto sarà sempre presente sulle macchine e sugli impianti ovunque siano stati installati.

Se ne parla in CONFINDUSTRIA a Bergamo

il 3 dicembre 2014 alle ore 16.30

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